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Il pranzo estivo… Lo posso sostituire con frutta o gelato?

In questo periodo stiamo andando tutti alla ricerca della dieta ‘anticaldo’ e la tendenza naturale per molti sembra essere quella di pranzare o cenare solo con frutta o gelato.

Sono realmente soluzioni corrette?

Per entrambi i casi in realtà conviene considerare che il pasto equilibrato basato sul modello della Dieta Mediterranea prevede sempre l’apporto di tutti i macronutrienti di cui ha bisogno il nostro organismo quindi carboidrati, proteine e fibre.

Tantissimi pazienti in studio mi chiedono quindi se possono sostituire il pasto con una coppa di gelato o con una macedonia, talvolta anche un solo frutto a pasto o con il semplice combo melone + prosciutto. 

Certo, sono tutte alternative molto appetibili, ma sono così salutari?

La risposta è nell’equilibrio del piatto sano, in cui non deve mai venire meno la regola che mi piace nominare ‘1-1-1’: una fonte di carboidrati per fornire appunto ‘carburante’ al corpo (pane, pasta, riso, cereali), una fonte proteica di origine animale o vegetale per sostenere muscoli, capelli, ossa, pelle (carne, pesce, uova, formaggi, legumi) e una fonte importante di fibra per favorire il benessere intestinale e acquisire vitamine e sali minerali (verdura).

Va da sè che, assodato questo, pranzare con sola frutta o gelato non è il pasto ideale.

Nel caso della frutta:

con essa si assume oltre che acqua e vitamine anche fibra, ma manca l’ottimale apporto proteico necessario e con la mancanza di una buona quota di verdura e di proteine l’indice glicemico (la velocità con cui gli zuccheri della frutta entrano nel sangue) aumenta e la fame così si farà sentire prima.

Nel caso del gelato:

Nel caso del gelato, ci sono zuccheri e proteine, ma per la maggior parte si tratta di zuccheri semplici che ‘semplicemente’ entrano nel sangue e aumentano repentinamente la glicemia. Ci sono proteine, ma poche rispetto al fabbisogno previsto a pasto e in ogni caso manca ciò che deve esserci sempre: la verdura che limita l’assorbimento di zuccheri e grassi e dà sazietà. Il gelato poi è anche molto calorico quindi è bene limitarne un surplus. In parole povere dal punto di vista nutrizionale, è più di uno spuntino e meno di un pasto. 

Nel caso del prosciutto e melone:

Stesso discorso per il pasto a base di prosciutto e melone: il melone è frutta, il prosciutto una proteina..non va dimenticata la verdura!

Il melone poi è zuccherino e se c’è anche un po’ di carboidrato in abbinamento si alza anche in questo caso la glicemia. Nello specifico poi, il melone è ricco di potassio, importante per il nostro equilibrio idro elettrico e il prosciutto di sale: quest’ultimo ne ha così tanto che annulla l’apporto di potassio di cui possiamo trarre beneficio e quindi non risulta un’accoppiata vincente come si può pensare.

Come comporre quindi il pasto estivo nella pratica? Ecco la DIETA ANTICALDO!

Ovviamente, i consigli sopra si riferiscono ad una condizione generale, se succede una tantum di pranzare non in modo equilibrato non sarà un problema. Come sempre conviene a stare attenti a quantità e frequenza degli sgarri!

 Prima di tutto quindi ricordiamoci dell’acqua! L’alimentazione sana ha come prima regola l’acqua: non solo quella che si beve, ma anche quella che si introduce con frutta e verdure o acqua aromatizzata (limone, zenzero, vaniglia).

Con caldo evitiamo cotture elaborate, fritti e soffritti, meglio cibi freddi e non troppo salati e non alimenti di origine animale con cottura laboriosa.

Assicuriamo il più possibile la regola 1-1-1 di cui offro qualche idea:

  • cous cous con verdure di ogni genere e pesce con olio evo crudo
  • insalata di pollo, arancia e finocchi (gli agrumi fanno sentire un po’ meno il caldo)
  • insalata di cetrioli, yogurt e menta e crostini

 Facciamo attenzione al sale: tendenzialmente da limitare, ma se sudiamo molto un po’ di sale in più ci sta bene. Preferiamo i cereali integrali, i frutti di bosco e le verdure a foglia verde (ricche di acqua e povere di zuccheri).

 E se vogliamo concederci il gelato o il frutto… non come pasto, ma come dessert al posto del caffè😉

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La detrazione delle spese rappresenta un aspetto importante da considerare quando si tratta di consulenza nutrizionale. È fondamentale sapere che la professione di biologo è inserita nel ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i biologi possono svolgere attività legate alla tutela della salute. Secondo i chiarimenti forniti dal Ministero della Salute, le spese sostenute per visite nutrizionali e l’elaborazione di diete alimentari personalizzate da parte dei biologi sono detraibili al 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. Questa opportunità consente ai pazienti di accedere a servizi professionali e ricevere un supporto adeguato per il miglioramento della propria salute attraverso una corretta alimentazione. Percorso Nutrizione offre consulenze nutrizionali con biologi qualificati, garantendo un servizio completo e la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Ai fini della detrazione delle spese, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2. (Estratto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate N. 11/E, del 21/05/2014, pag.11-12)

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