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Latte materno VS latte artificiale

Latte materno VS latte artificiale
Latte materno VS latte artificiale

L’allattamento è stancante, fisicamente e psicologicamente, può causare risvegli notturni, depressione post partum, può risentirne di un clima familiare e sanitario ‘avverso’.
Talvolta può essere accompagnato da un ritorno al lavoro prima del termine dei 6 mesi di allattamento esclusivo, con la seguente difficoltà, purtroppo ancora conclamata, di allattare in pubblico.

Inoltre, soprattutto nella prima gravidanza, i dubbi della mamma sono tanti, e le risposte spesso non chiare e/o non corrette riguardano ad esempio dubbi su coliche del neonato, sul tempo tra una poppata e l’altra o sulla durata della poppata stessa.

Con l’allattamento è stimato un surplus calorico di 500 kcal/die rispetto al fabbisogno medio della donna, che potrebbe essere sottostimato in caso di giorni relativi agli scatti di crescita, al bambino che cresce più rapidamente, alla mamma che tira molto latte tutti i giorni.

Alle volte si crea l’esigenza per la mamma di passare al latte artificiale o per scelta o per necessità rispetto al latte da lei stessa prodotto. Vediamo di seguito le proprietà quindi dell’uno e l’altro nutriente.

Latte materno

È il primo alimento da scegliere, è specifico per la nostra specie.
Con sicurezza, ove possibile, è da scegliere poiché è completo, ad eccetto della la vitamina D per motivi evoluzionistici (il bimbo non è esposto al sole come all’inizio della nostra storia).
Così per vitamina K supplementato in ospedale per prevenire sanguinamento.

Il vantaggio del latte materno è che ha anticorpi specifici e ormoni per lo sviluppo fisiologico e mentale come prevenzione per le malattie. È più digeribile e il bimbo mangia ogni 2 o 3 ore per le prime settimane. È composto da acqua, per questo la mamma dovrebbe bere molto. Inoltre, è essenziale l’alimentazione della mamma, per avere la maggior parte dei nutrienti per lei e l’allattamento.
È in grado per i primi 6 mesi poi è complementare. 

In alcuni casi c’è impossibilità ad allattare. Per queste situazioni, esistono formulazioni specifiche per neonati, che permettono ai neo-genitori di non doversi preoccupare.
Di seguito ne vediamo le caratteristiche. 

Latte artificiale

Secondo il regolamento UE 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, la formula per lattanti è un prodotto alimentare destinato all’alimentazione dei lattanti nei primi mesi di vita, in grado di soddisfare da solo le esigenze nutrizionali dei lattanti fino all’introduzione di un’adeguata alimentazione complementare. La formula di proseguimento è invece il  prodotto alimentare destinato all’alimentazione dei lattanti nel momento in cui viene introdotta un’adeguata alimentazione complementare e costituisce il principale elemento liquido nell’ambito di un’alimentazione progressivamente diversificata.

Nella formula per lattanti, gli ingredienti sono variabili a seconda della marca prescelta; deve essere il pediatra a consigliare opportunamente la madre (anche in relazione a eventuali intolleranze del piccolo). Questa formula contiene i seguenti componenti: latte scremato, maltodestrine, oli e grassi vegetali (girasole, palma, colza, semi di lino), lattosio, concentrato di proteine del siero, grasso di latte, FOS, minerali, vitamine, olio ad alto contenuto di acido aracidonico, mono e di gliceridi degli acidi grassi, olio ad alto contenuto di DHA, lattoferrina, taurina, inositolo, nucleotidi, colina, L-carnitina. In tal caso la formula viene adattata, ossia essere resa simile al latte umano ad esempio attraverso la supplementazione di EPA e DHA, probiotici e prebiotici, vitamine e minerali.

Le indicazioni generiche per l’uso del latte fino ai 3 mesi prevedono:

  • Primi 3 mesi: 6 poppate al giorno ogni 3 ½ ore
  • 4° mese: 5 poppate ogni 4 ore
  • 5-6° mese: 4 poppate

Le quantità generalmente indicate sono:

  • Prima settimana: 10 ml ogni pasto, aumentando di 10 ml al giorno
  • Primo mese: 100 ml a pasto
  • Secondo mese: 110-120 ml a pasto
  • Terzo e quarto mese: 140-150 ml

E’ fondamentale rispettare norme igienico-sanitarie per la preparazione del latte in formula: biberon e tettarelle devono essere sterilizzati prima di ogni utilizzo (sterilizzatore o bollitura in acqua bollente per 20 minuti).

Per quanto la formula di proseguimento, l’OMS dichiara che i latti di proseguimento e di crescita non sono necessari e che il loro marketing può ingannare i genitori.

L’OMS ritiene che il latte materno, all’interno di una dieta progressivamente diversificata rimanga la parte liquida più adatta per la gran maggioranza dei bambini dai 6 ai 24 mesi. I latti di proseguimento causano un’elevata assunzione di proteine e bassa di acidi grassi, ferro, zinco e vitamine B rispetto a quanto raccomandato.

 Per i bambini che sono stati allattati al seno fino ai 6 mesi è sufficiente continuare con l’allattamento in forma non esclusiva, portando avanti al contempo lo svezzamento.

Per i bambini che non sono stati allattati (o qualora si volesse interrompere l’allattamento) esistono valide alternative di cibo altamente nutrizionale al posto del Latte 2, con un prezzo inferiore: è possibile proseguire con il Latte 1 (generalmente meno costoso) oppure introdurre yogurt, latte di capra o vaccino, fonti proteiche diversificate.

Sotto il punto di vista della crescita e della salute tutti i latti artificiali sono uguali. Le presunte differenze esistono solo in termini di: marketing, pubblicità, qualità degli ingredienti, eventuali formulazioni ipoallergeniche.

Un esempio di etichetta indicata è la seguente: sciroppo di glucosio, olio vegetali, caseina amido modificato, minerali, vitamine, L-cistina, cloruro di colina, Ltirosina, insotiolo, L-triptofano, taurina, L-carnitina, Lactobacillus ramnosus GG cultura.

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La detrazione delle spese rappresenta un aspetto importante da considerare quando si tratta di consulenza nutrizionale. È fondamentale sapere che la professione di biologo è inserita nel ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i biologi possono svolgere attività legate alla tutela della salute. Secondo i chiarimenti forniti dal Ministero della Salute, le spese sostenute per visite nutrizionali e l’elaborazione di diete alimentari personalizzate da parte dei biologi sono detraibili al 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. Questa opportunità consente ai pazienti di accedere a servizi professionali e ricevere un supporto adeguato per il miglioramento della propria salute attraverso una corretta alimentazione. Percorso Nutrizione offre consulenze nutrizionali con biologi qualificati, garantendo un servizio completo e la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Ai fini della detrazione delle spese, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2. (Estratto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate N. 11/E, del 21/05/2014, pag.11-12)

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