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Alimentazione per la pressione bassa o alta

Alimentazione per la pressione bassa o alta
Alimentazione per la pressione bassa o alta

Estate, sole…e problemi di pressione?🥵
Con i giusti accorgimenti alimentari è possibile gestirla!

Pressione bassa

Nel caso in cui ci si dovesse ritrovare con la pressione bassa, è bene assumere caffè, tè, cioccolato, dello zucchero o uno snack salato per il rialzo pressorio. È possibile, inoltre, ricorrere alla liquirizia come rimedio naturale contro la pressione bassa.

Pressione minima alta

La pressione minima alta è la condizione che si sviluppa quando si verifica un rialzo del solo valore della pressione minima, pari o superiore a 90 mmHg, mentre la pressione massima è normale.

Un valore di pressione minima compreso tra 80 e 89 mmHg indica una condizione di pre-ipertensione e richiede un attento monitoraggio.

Una pressione minima alta è più frequente tra i giovani, perché più soggetti a sforzi fisici quali sport o divertimenti vari. Anche i bambini possono soffrire di pressione minima alta.

Negli anziani, di contro, è più frequente l’ipertensione arteriosa da aumento di pressione massima.

Cause della pressione minima alta

Le cause che possono determinare un aumento della pressione minima non sono differenti da quelle che possono causare l’ipertensione arteriosa in generale.
In realtà sarebbe più corretto non parlare di cause ma di fattori di rischio, dal momento che si tratta solitamente di condizioni che predispongono il soggetto a sviluppare un aumento della pressione.

 Queste comprendono:

  • stress
  • disturbi d’ansia
  • malformazioni cardiache presenti fin dalla nascita
  • dieta scorretta, basata su eccessi di grassi ed alimenti salati
  • vita sedentaria
  • fumo
  • alcool
  • alto consumo di alcune bevande, per esempio contenenti caffeina, come tè, caffè o energizzanti
  • sovrappeso o obesità
  • elevati livelli di colesterolo nel sangue.

Pressione alta

Nel caso in cui, invece, la pressione fosse alta, è bene seguire alcuni accorgimenti, come:

  • bere molta acqua
  • aumentare l’apporto di frutta e verdura, contenenti potassio e calcio, fino a 5 porzioni al giorno
  • preferire le carni bianche a quelle rosse
  • aumentare il consumo di pesce fresco cucinato in modo leggero
  • prediligere alimenti ricchi di potassio come: banane, patate, cioccolato fondente, meloni e pere
  • insaporire le pietanze con spezie che migliorano la circolazione, come il peperoncino o l’aglio, al posto del sale
  • si possono consumare 50 grammi di insaccati due volte a settimana, privilegiando pollo, tacchino e prosciutto cotto
  • i formaggi sono consentiti: 50 grammi da due a quattro volte a settimana, il Grana Padano è tra i più consigliati
  • aumentare l’assunzione di potassio e calcio anche attraverso legumi o yogurt
  • ci si può viziare non eccedendo le due tazze di caffè o the al giorno
  • anche il vino è permesso: un bicchiere a pasto per gli uomini ed un bicchiere al giorno per le donne.

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Detraibilità delle spese’

La detrazione delle spese rappresenta un aspetto importante da considerare quando si tratta di consulenza nutrizionale. È fondamentale sapere che la professione di biologo è inserita nel ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i biologi possono svolgere attività legate alla tutela della salute. Secondo i chiarimenti forniti dal Ministero della Salute, le spese sostenute per visite nutrizionali e l’elaborazione di diete alimentari personalizzate da parte dei biologi sono detraibili al 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. Questa opportunità consente ai pazienti di accedere a servizi professionali e ricevere un supporto adeguato per il miglioramento della propria salute attraverso una corretta alimentazione. Percorso Nutrizione offre consulenze nutrizionali con biologi qualificati, garantendo un servizio completo e la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Ai fini della detrazione delle spese, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2. (Estratto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate N. 11/E, del 21/05/2014, pag.11-12)

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