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Cosa sono i DCA?

Cosa sono i DCA?
Cosa sono i DCA?

Le molteplici facce dei DCA: dall’anoressia al Binge Eating Disorder, ogni forma richiede un approccio personalizzato e competente.

Caratteristiche cliniche

L’anoressia nei casi tipici inizia nell’adolescenza con una marcata perdita ponderale e il raggiungimento di peso corporeo molto basso. La perdita di peso è perseguita attivamente seguendo una dieta ferrea e molto ipocalorica.
Alcune persone per perdere peso eseguono un’attività fisica eccessiva e compulsiva.

I sintomi comuni, che peggiorano con la perdita di peso e spesso scompaiono con la normalizzazione ponderale sono: la depressione, il deficit di concentrazione, la perdita dell’interesse sessuale, l’ossessività e l’isolamento sociale.

Si può parlare di anoressia se sono presenti le prime seguenti tre caratteristiche: 

  • Sottopeso: BMI inferiore a 18,5 oppure al di sotto di quanto atteso se sono adolescenti o bambini. Il sottopeso deve essere il risultato della restrizione calorica volontaria
  • Paura d’ingrassare: intensa paura di prendere peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso. 
  • Eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo: percezione corretta delle proprie dimensioni corporee, ma giudicate in modo abnorme; insoddisfazione del proprio peso e forma del corpo, in particolare verso alcune parti (seno, pancia, sedere, gambe); basare la valutazione di sé principalmente su quello che dice la bilancia; un aumento ponderale determina sensazioni di frustrazione e autosvalutazione, mente un calo di peso, aumenta il senso di autocontrollo, di fiducia personale e di autostima.

In alcune persone con un’anoressia nervosa di lunga durata il desiderio di magrezza e il senso di soddisfazione per essere sottopeso si affievoliscono ma, anche se affermano di comprendere razionalmente la necessità di un incremento ponderale, non si comportano in modo da raggiungere tale obiettivo.

L’amenorrea (mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi) non è necessaria per la diagnosi, ma è un sintomo che deve sempre far sospettare. Può essere secondaria o in una minoranza primaria ovvero quando l’anoressia nervosa è insorta prima dello sviluppo puberale. Negli uomini sono presenti perdita dell’interesse sessuale e impotenza.

Un sottogruppo di persone ha caratteristiche simili a quelle dell’anoressia nervosa, ma non riporta la paura d’ingrassare e la preoccupazione per il peso e la forma del corpo. Questi casi, in cui è presente una condizione di basso peso e un’estrema preoccupazione per le conseguenze negative del mangiare (per es. paura di non digerire o di avere delle manifestazioni allergiche), possono ricevere secondo la classificazione DSM-5 la diagnosi di disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.

Trattamento basato sulla CBT (Cognitive Behavior Therapy)

Il termine cognitivo comportamentale (CBT) si riferisce a una classe di trattamenti psicologici e nutrizionali che si basano su due premesse interconnesse:

  1. i processi cognitivi giocano un ruolo importante nel mantenimento del problema;
  2. il trattamento deve affrontare questi processi cognitivi, tra le altre cose.

La CBT si è dimostrata efficace principalmente nella cura della depressione clinica, dei disturbi d’ansia e dei disturbi dell’alimentazione

Le caratteristiche di questo trattamento sono:

  • Flessibilità, in quanto utilizza strategie e procedure terapeutiche in sequenza per affrontare la psicopatologia individuale del paziente;
  • Il terapeuta e il paziente lavorano assieme, come una “squadra”;
  • Il paziente è incoraggiato a diventare un attivo partecipante nel processo di cura e a vedere il trattamento come priorità;
  • La strategia chiave è creare una formulazione individualizzata e condivisa dei principali meccanismi di mantenimento che dovranno essere affrontati dal trattamento;
  • Permette l’uso di cambiamenti specifici nel comportamento per modificare e ottenere dei cambiamenti cognitivi;
  • Nelle fasi più avanzate del trattamento, il paziente è aiutato a riconoscere i primi segnali di attivazione dello stato mentale (mindset) del disturbo dell’alimentazione e a decentrarsi rapidamente da esso per evitare la ricaduta.

Si tratta di una versione in cui la struttura generale delle fasi che rimane alla base è stata adattata nel contenuto e durata (40 settimane e 40 sedute), per affrontare la scarsa motivazione al cambiamento, la restrizione dietetica calorica e il sottopeso.

Il recupero del peso è raggiunto in tre passi:

  1. Passo Uno: il paziente è aiutato ad arrivare alla conclusione che è necessario recuperare il peso e decide di farlo.
  2. Passo Due: il paziente recupera peso fino a un peso basso salutare (IMC tra 19 e 20) grazie all’aiuto di un piano alimentare elaborato ad hoc.
  3. Passo Tre: il paziente diventa esperto nel mantenere il peso.

In associazione al recupero del peso è affrontata in modo integrato la psicopatologia del disturbo dell’alimentazione che opera nel paziente. La teoria cognitivo comportamentale ha ricevuto molto supporto empirico.

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La detrazione delle spese rappresenta un aspetto importante da considerare quando si tratta di consulenza nutrizionale. È fondamentale sapere che la professione di biologo è inserita nel ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i biologi possono svolgere attività legate alla tutela della salute. Secondo i chiarimenti forniti dal Ministero della Salute, le spese sostenute per visite nutrizionali e l’elaborazione di diete alimentari personalizzate da parte dei biologi sono detraibili al 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. Questa opportunità consente ai pazienti di accedere a servizi professionali e ricevere un supporto adeguato per il miglioramento della propria salute attraverso una corretta alimentazione. Percorso Nutrizione offre consulenze nutrizionali con biologi qualificati, garantendo un servizio completo e la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Ai fini della detrazione delle spese, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2. (Estratto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate N. 11/E, del 21/05/2014, pag.11-12)

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